Articolo da Il Resto del Carlino/MODENA del 21 marzo 2026
Presentato il progetto che trasforma i proventi del fotovoltaico in aiuti per San Faustino “Installare pannelli non è solo un’operazione tecnica, ma una nuova frontiera per il sociale”

La sostenibilità ambientale apre nuove frontiere anche in ambito sociale. Lo dimostra il progetto presentato ieri da Alessandro Tripoli dell’ospedale privato accreditato Fogliani, Andrea Serri, presidente della Comunità energetica rinnovabile (Cer) ’Luigi Viappiani SC’ che ha sede a Castellarano, e don Guido Bennati, parroco di San Faustino e Giovita (nella foto). Un progetto grazie al quale l’energia prodotta dal sole attraverso i pannelli fotovoltaici installati su canonica e scuola genererà proventi e incentivi che saranno destinati non ai singoli soci, ma alle attività pastorali, sociali ed educative della parrocchia: sono 70 le famiglie seguite dal Centro d’ascolto per la distribuzione di cibo e vestiti. La parrocchia gestisce inoltre due doposcuola che accolgono complessivamente 80 bambini.
Tutto è cominciato con un tetto che perdeva, ha raccontato il sacerdote. La canonica di San Faustino aveva bisogno di manutenzione straordinaria e la comunità parrocchiale si è chiesta se non fosse anche l’occasione per fare qualcosa di più: installare pannelli fotovoltaici, coinvolgere la scuola e trasformare una necessità in un progetto. Sullo sfondo, “la riflessione ispirata dalla Laudato Si’ di Papa Francesco: cosa può fare una comunità parrocchiale, concretamente, per prendersi cura del creato? Il dialogo tra i parrocchiani ha fatto il resto, portando all’incontro con la CER ’Luigi Viappiani SC’”.
L’obiettivo principale, per legge, non è il profitto: è generare benefici ambientali, economici e sociali per la comunità e il territorio in cui opera. Da qui la natura di società cooperativa a mutualità prevalente della CER ‘Luigi Viappiani’. La gran parte delle risorse prodotte non viene redistribuita tra i soci in proporzione alla loro quota, ma indirizzata verso chi ne ha più bisogno. Un modello che rovescia la logica ordinaria delle comunità energetiche: non si entra per spendere meno bolletta, ma per mettere il proprio risparmio a disposizione degli altri.
“La Cer ’Luigi Viappiani SC’ – spiega il presidente Serri – nasce nel 1979 come cooperativa edilizia e si trasforma nel 2023 in comunità energetica perché i valori che la animano – la solidarietà, la condivisione, il radicamento nel territorio – non cambiano, cambia solo lo strumento con cui li pratichiamo. Questo progetto a Modena dimostra che una Cer può essere molto più di un’operazione tecnica: può diventare un’infrastruttura sociale. È questa la direzione in cui vogliamo crescere”.
r.m.